La “fluid art” sta vivendo una crescita esponenziale: artisti emergenti, gallerie, interior designer e collezionisti mostrano un interesse sempre maggiore verso questa tecnica che trasforma il colore in movimento puro. È un linguaggio visivo immediato, potente, capace di dare vita a opere uniche e irripetibili.
Ma dove c’è creatività, c’è anche bisogno di tutela.
Le opere di fluid art, proprio perché facilmente replicabili nella tecnica ma mai nei risultati, richiedono un’attenzione particolare sul piano giuridico: autenticità, diritti d’autore, contratti, certificazioni, responsabilità nella vendita.
È qui che entra in gioco la figura dell’Avvocato dell’Arte. Che solo può rispondere alle domande che chiunque abbia a che fare con la fluid art dovrebbe porsi.
Qual è la vera natura giuridica di un’opera di fluid art? A differenza di ciò che talvolta si pensa, la fluid art non è “arte decorativa”. È pienamente tutelata come opera dell’ingegno ai sensi della L. 633/1941, purché presenti un carattere creativo, una originalità cromatica o compositiva, l’impronta personale dell’artista. Il fatto che la tecnica sia diffusa non incide sulla tutela: ciò che rileva è il risultato finale e la riconoscibilità dello stile.
Per artisti e gallerie questo significa che l’opera è protetta dal diritto d’autore sin dal momento della creazione, senza bisogno di registrazioni formali (pur essendo utili).
L’autenticità e la certificazione costituiscono il punto più delicato. Nel mercato della fluid art – spesso digitale o intermediato da piattaforme – i rischi principali sono rappresentati dalla difficoltà nel dimostrare la paternità dell’opera; dalla mancanza di documentazione tecnica; dalle copie dichiarate come “ispirate” che sfociano nella violazione del diritto d’autore; dall’utilizzo improprio delle immagini online.
Per superare queste criticità, come Avvocato dell’Arte consiglio sempre di accompagnare l’opera con un certificato di autenticità ben strutturato, con indicazione di autore, titolo, anno, tecnica e materiali, foto fronte/retro, dichiarazione dell’artista sull’originalità, numero di archivio interno o QR code.
La documentazione del processo creativo nella fluid art è particolarmente utile. Quindi l’attenzione deve essere posta sulle foto del work in progress, su brevi video delle fasi di colata, sulla scheda tecnica dei materiali, sulla dichiarazione relativa alla resina epossidica applicata.
Tutto ciò serve per la tutela dell’opera e per il mercato.
Le registrazioni sono certo facoltative, ma strategiche. Consiglio la creazione di un archivio dell’artista con numero progressivo. Questo riduce drasticamente i rischi di contestazioni future.
Attenzione particolare merita l’analisi del rapporto con collezionisti e acquirenti. Sempre più opere vengono acquistate online, su commissione, tramite social network o piattaforme digitali.
Le criticità più frequenti riguardano i diritti di riproduzione; l’uso commerciale delle immagini da parte dell’acquirente; la responsabilità sul trasporto e sulla resina epossidica, che richiede cura nel tempo; il diritto di seguito, per artisti e gallerie; l’eventuale restituzione o recesso.
Il nostro Studio Legale ha elaborato contratti personalizzati che regolano ogni fase dell’attività, dalla commissione dell’opera, alla vendita in galleria, alla cessione di opere online, alle licenze d’uso dell’immagine, alle clausole di integrità digitale e archiviazione.
Un capitolo interessante riguarda il rapporto tra la fluid art e il mondo dell’interior design, dove il mercato è in espansione.
Molte opere entrano oggi in hotel, ristoranti, spazi corporate, uffici professionali, ambienti di hospitality di alto livello. Qui emergono ulteriori aspetti giuridici da considerare, a partire dai contratti di fornitura artistica, alle certificazioni sulla sicurezza dei materiali, alla assicurabilità dell’opera, alle clausole per installazioni permanenti o semipermanenti, ai diritti dell’artista sull’allestimento.
In tema di esposizioni, riproduzioni e social, cosa si può fare e cosa no?
Le opere di fluid art hanno un forte impatto visivo e vengono spesso fotografate e condivise.
Le regole essenziali possono essere così sintetizzate: 1. il collezionista può esporre l’opera dove desidera ma non può riprodurla liberamente (art. 12 e ss. L. 633/1941); 2. le gallerie devono ottenere autorizzazione per scatti professionali destinati alla vendita o alla promozione; 3. le piattaforme devono rispettare i diritti morali dell’artista (citazione obbligatoria); 4. le opere richiedono specifiche cautele nel trasporto e nell’illuminazione: è opportuno inserirle nel contratto di vendita.
Cosa fa, dunque, l’Avvocato dell’Arte per la fluid art?
Il nostro Studio assiste artisti, collezionisti e gallerie nella tutela del diritto d’autore e nelle diffide per plagio; nella certificazione di autenticità e nella redazione di archivi; nei contratti di vendita, mandato di galleria, licensing; nella redazione di condizioni generali per e-commerce artistici; nella gestione del diritto di seguito; nella consulenza in caso di danni o deterioramento della resina epossidica; nella protezione dell’immagine dell’opera e dell’artista online.
La fluid art è un settore vivo, creativo e in forte espansione. La tutela giuridica non è un freno: è un modo per dare valore, certezza e futuro alle opere e a chi le realizza. La fluid art è un linguaggio che unisce estetica, tecnica e matericità. È un’arte giovane, ma già matura nelle sue implicazioni economiche e giuridiche.
Per artisti, gallerie e collezionisti è fondamentale affiancare alla creatività un percorso di tutela: solo così l’opera può vivere, circolare, essere esposta e valorizzata nel tempo.
Il flusso creativo va accompagnato, non lasciato al caso
Nel mio lavoro di Avvocato dell’Arte incontro spesso opere nate dal flusso e lasciate, troppo a lungo, senza protezione.
E quasi sempre la frase è la stessa: “Avvocato, se l’avessi saputo prima…”.Ecco perché dall’avvocato, nell’arte come nella vita, si dovrebbe andare prima.
Dopo, costa di più. E a volte è davvero tardi.
Gianluca Liut
Avvocato
Studio Legale Liut Giraldo & Partners
Studi Portogruaro – Padova
liutgiraldo.it
info@liutgiraldo.it




