C’è un modo diverso di intendere la giustizia. Un modo che non passa necessariamente dal conflitto, dall’esasperazione delle posizioni, dalla vittoria dell’uno sull’altro. È il modo dell’arbitrato. Una giustizia scelta, non subita. Una giustizia costruita, non imposta.
In venticinque anni di attività professionale di Avvocato ho imparato che il contenzioso tradizionale, pur essendo uno strumento fondamentale di tutela, non è sempre la risposta migliore. Soprattutto quando in gioco non ci sono solo diritti astratti, ma relazioni, interessi economici complessi, reputazioni, tempi e risorse. In questi casi, l’arbitrato si rivela una vera e propria “arte dell’accordo”.
L’arbitrato come scelta consapevole.
L’arbitrato non è una scorciatoia, né una giustizia di serie B. Al contrario, è una forma di giurisdizione fondata sull’autonomia delle parti, che decidono di affidare la soluzione della controversia a soggetti competenti, scelti per esperienza e specializzazione.
Questa scelta cambia radicalmente la prospettiva. Si esce dalla logica dello scontro frontale; si entra in quella della responsabilità condivisa; si costruisce una decisione che tiene conto non solo della norma, ma anche del contesto economico e relazionale.
Il ruolo della Camera Arbitrale Internazionale di Roma.
In questo scenario, il contributo della Camera Arbitrale Internazionale di Roma, del cui Consiglio Direttivo della Sezione Arte sono componente, è centrale. Non solo come istituzione di riferimento per l’amministrazione dei procedimenti arbitrali, ma come presidio culturale di una giustizia alternativa moderna, efficiente e affidabile.
La Camera Arbitrale Internazionale di Roma garantisce regole procedurali chiare e collaudate, capaci di assicurare equilibrio tra celerità e diritto di difesa; arbitri qualificati, selezionati per competenza tecnica e indipendenza; attenzione alla specializzazione, elemento decisivo in settori complessi come l’impresa, i contratti, l’edilizia e il diritto dell’arte; autorevolezza istituzionale, che rafforza la credibilità del lodo e la sua effettiva tenuta nel tempo.
Affidarsi a un’istituzione arbitrale strutturata significa trasformare l’autonomia privata in certezza giuridica, evitando improvvisazioni e riducendo il rischio di conflitti ulteriori.
Tempi, competenza, riservatezza.
Uno dei grandi pregi dell’arbitrato amministrato è il tempo. Calendari certi, scansione procedurale definita, controllo sull’andamento del procedimento: elementi che consentono una gestione razionale della controversia.
A questo si aggiunge la competenza tecnica degli arbitri, spesso decisiva, e il valore della riservatezza, particolarmente rilevante quando la lite coinvolge strategie imprenditoriali, rapporti contrattuali sensibili o patrimoni artistici.
L’arbitrato come cultura del dialogo.
L’arbitrato educa le parti – e i loro difensori – a una cultura diversa del conflitto. Non si tratta di rinunciare ai propri diritti, bensì di farli valere in modo efficace ed efficiente. Di trasformare la contrapposizione in confronto, la pretesa in argomentazione, la forza in equilibrio.
In questo senso, l’arbitrato è profondamente affine all’arte: richiede misura, ascolto, sensibilità. Come un’opera ben riuscita, anche un buon arbitrato nasce dall’armonia tra tecnica giuridica e visione strategica.
Quando l’accordo è il vero risultato.
Spesso si pensa che il successo coincida con la vittoria. L’esperienza insegna il contrario: il vero successo è una soluzione sostenibile, che chiude il conflitto senza generare nuove fratture.
L’arbitrato amministrato consente questo risultato perché lascia spazio alla composizione, alla transazione, alla definizione concordata, anche all’interno del procedimento. E quando si giunge al lodo, ciò che resta è la percezione di una decisione compresa, non semplicemente subita.
Risolvere senza confliggere non significa cedere. Significa scegliere consapevolmente come affrontare il conflitto. In un’epoca in cui tutto sembra spingere allo scontro, l’arbitrato – soprattutto quando sostenuto da istituzioni come la Camera Arbitrale Internazionale di Roma – rappresenta una via elegante, efficiente e moderna alla giustizia.
Per questo continuo a considerarlo non solo uno strumento giuridico, ma una vera arte dell’accordo.
Gianluca Liut www.facebook.com/gianluca.liut
Avvocato
Studio Legale Liut Giraldo & Partners
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