🟠 ​NEAR MISS: L’IMPRENDITORE È SEMPRE COLPEVOLE? Tra prevenzione, responsabilità penale e modelli organizzativi_di Gianluca Liut

Feb 19, 2026 | Diritto dei Contratti, Diritto Penale, Risarcimento danni

Nel dibattito sulla sicurezza sul lavoro una domanda si impone con forza: l’imprenditore è sempre colpevole quando si verifica un infortunio a un dipendente?
La risposta, sul piano tecnico-giuridico, è no.
Ma la non colpevolezza non è una presunzione automatica: è il risultato di un sistema organizzativo consapevole, documentato ed effettivamente attuato.
In questo scenario, il tema dei Near Miss – i mancati infortuni – assume un ruolo centrale.

Che cos’è un Near Miss?
Per Near Miss si intende un evento che avrebbe potuto provocare un danno a persone o cose ma che, per circostanze favorevoli o fortuite, non lo ha causato.
Non è un episodio irrilevante. È un segnale.
Il celebre modello di Herbert W. Heinrich (1931) evidenzia che per ogni infortunio grave si verificano numerosi infortuni minori e centinaia di near miss.
Il dato è chiaro: l’evento grave non è quasi mai imprevedibile. È preceduto da segnali. Il Near Miss è uno di questi.

Il quadro normativo: obbligo implicito di gestione.
Il D.Lgs. 81/2008 (in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, abbreviato TUSL) non contiene una disciplina autonoma dei Near Miss. Tuttavia ne presuppone la gestione attraverso diversi obblighi fondamentali:
Art. 18 TUSL – obbligo di adottare misure di prevenzione;
Art. 28 TUSL – valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
Art. 33 TUSL – individuazione dei fattori di rischio;
Art. 37 TUSL – formazione adeguata e specifica;
Art. 30 TUSL – modelli di organizzazione e gestione (collegamento con il D.Lgs. 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa di enti, società e associazioni per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da apicali o sottoposti. Introduce sanzioni pecuniarie e interdittive (es. sospensione attività, interdizione da contratti PA. L’adozione di un Modello Organizzativo 231 esenta o limita la responsabilità dell’ente).
Accanto a tali disposizioni opera l’art. 2087 del codice civile, norma di chiusura dell’ordinamento giuridico, che impone all’imprenditore di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore.
Ne consegue che il Near Miss, pur non essendo oggetto di un obbligo formale di registrazione nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), diventa giuridicamente rilevante quando rappresenta un indice di rischio non adeguatamente valutato.

La giurisprudenza: quando il Near Miss diventa prova della colpa.
La giurisprudenza italiana, in particolare la Corte di Cassazione, ha consolidato l’orientamento secondo cui il datore di lavoro è responsabile per infortuni sul lavoro derivanti da anomalie già segnalate dai lavoratori, qualora non abbia provveduto ad analizzare tali segnalazioni e ad adottare le necessarie misure di sicurezza (ex art. 2087 c.c. e D.Lgs. 81/2008). La Corte di Cassazione ha più volte affermato un principio consolidato: se il datore di lavoro conosce (o avrebbe dovuto conoscere) situazioni di rischio già manifestatesi, anche senza esiti lesivi, deve adottare misure correttive.
In particolare, rilevano ai nostri fini:
Cassazione Civile, Sez. Lav., 18 gennaio 2017, n. 1179 [il riconoscimento della responsabilità datoriale (art. 2087 c.c.) presuppone la denuncia al datore di lavoro, da parte del lavoratore, di una patologia connessa all’attività lavorativa. Se la segnalazione del rischio o del malessere è presente, l’omessa valutazione rende il datore responsabile]
Cassazione Penale, 05 febbraio 2021, n. 4490 [responsabilità datoriale e del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) per omessa valutazione dei rischi in caso di infortunio durante lo smantellamento di un impianto, ribadendo l’obbligo di analizzare i rischi in fase operativa]
Cassazione Penale, Sez.IV, 7 aprile 2022 n. 13198 [il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare idonee misure di sicurezza anche in relazione a rischi non specificamente contemplati dal documento di valutazione dei rischi, così sopperendo all’omessa previsione anticipata]
Cassazione Penale, Sez. III, 2 novembre 2023, n. 43994 [rilevanza della mancata considerazione di un precedente near miss con dinamica analoga]
Cassazione Penale, Sez. IV, 13 febbraio 2024, n. 6301 [la formazione in materia di sicurezza deve essere completata prima dell’adibizione alla mansione]
Cassazione Penale, n. 3405/2024 [responsabilità per mancata rielaborazione della valutazione dei rischi (DVR) quando si verifica un infortunio, indicando che la mancata indicazione di un rischio specifico segnalato o comunque prevedibile costituisce colpa datoriale]
Cassazione Penale, Sez. IV, 17 gennaio 2025, n. 2032 [è responsabile il datore di lavoro per un grave infortunio avvenuto a causa di omessa manutenzione del sistema frenante di un autocarro. La sentenza ribadisce il dovere datoriale di vigilanza sulle condizioni dei mezzi, specialmente a fronte di anomalie tecniche]
Il Near Miss diventa così elemento centrale nella ricostruzione della prevedibilità dell’evento.
E nel diritto penale del lavoro, prevedibilità e mancata prevenzione costituiscono il fondamento della colpa.

Near Miss e responsabilità dell’ente (D.Lgs. 231/2001).
L’art. 30 del TUSL collega la sicurezza ai modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001.
Un modello 231 efficace deve includere sistemi di segnalazione interna; analisi degli eventi sentinella; procedure correttive; tracciabilità delle decisioni; formazione continua.
Il modello organizzativo esclude la responsabilità dell’ente solo se effettivamente attuato e non meramente formale. Non basta avere un Modello di Organizzazione Gestione e Controllo (MOG) ben scritto su carta (“modello formale”) per evitare le sanzioni. L’ente (azienda, società, ecc.) è esonerato da responsabilità amministrativa solo se dimostra che 1. prima della commissione del reato l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato un modello idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi; 2. il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli è stato affidato a un Organismo di Vigilanza (OdV) dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo; 3. non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’OdV; 4. le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello.
In sintesi, se il modello è solo un pezzo di carta nel cassetto (“paper compliance”) e non viene applicato nella quotidianità aziendale (formazione, controlli, sanzioni disciplinari), il tribunale ne dichiarerà l’inefficacia, condannando l’ente
Un sistema che ignora i Near Miss è, sotto il profilo difensivo, vulnerabile.

Le prassi tecniche: UNI ISO 45001 e linee guida INAIL.
La norma UNI ISO 45001:2018 rappresenta lo standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Le linee guida INAIL raccomandano l’identificazione e la classificazione sistematica dei Near Miss; l’analisi delle cause (root cause analysis); delle misure correttive documentate; la promozione di una cultura della segnalazione senza ritorsioni; integrazione nei programmi di formazione.
La differenza tra impresa formalmente conforme e impresa realmente sicura si misura proprio qui.

Il punto centrale: la consapevolezza organizzativa.
Il Near Miss è un indicatore di rischio, una prova della prevedibilità, un’opportunità di prevenzione, un presidio difensivo futuro. Ignorarlo significa aumentare il rischio di responsabilità penale per lesioni o omicidio colposo aggravato; di responsabilità amministrativa dell’ente; di rivalsa INAIL; di danno reputazionale.
Gestirlo significa costruire prova di diligenza organizzativa.

Come dovrebbe operare un’impresa consapevole.
Un sistema efficace dovrebbe prevedere 1. un canale interno di segnalazione dei Near Miss; 2. un registro degli eventi sentinella; 3. un’analisi tecnica strutturata (Datore di lavoro, RSPP, SPP); 4. un aggiornamento del DVR quando necessario; 5. una formazione mirata successiva all’evento; 6. un monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate; 7. l’integrazione nel modello 231.
Non è un aggravio burocratico. È prevenzione intelligente.

Conclusione.
Nel diritto penale del lavoro la differenza non la fa la sfortuna. La fa l’organizzazione.
Il Near Miss è il momento in cui l’imprenditore può scegliere: diventare colpevole domani o consapevole oggi.
Ignorare un Near Miss è un errore. Gestirlo è un’opportunità.

Gianluca Liut
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